La partita di sabato sera è stata un capolavoro di tattica,qualità,atleticità e anche di maestria da parte degli allenatori. In campo sono scesi giocatori assolutamente straordinari nello stadio leggendario di Wimbley. Il Barcellona non fa più parlare di sè visto che da svariati anni vince e stravince oltre tutti i confini e lo stesso dicasi per gli uomini di Ferguson. Joseph Guardiola ha costruito una squadra che è già entrata di diritto nella storia e che è la massima espressione del calcio totale “made in Spagna”. Non c’è nessuna compagine a livello mondiale in grado di giocare con questa facilità nello stretto,con un metodista che tiene l’equilibrio semplicemente andando avanti e indietro (che abile bluffatore calcistico Bousquets!) e altri due (Xavi e Iniesta) che diventano imprevedibili mezzali. Messi(sicuramente vincitore anche del prossimo pallone d’oro),Villa e Pedro non hanno ruoli ben precisi se non quelli di costruire metri di spazio per le accelerazioni dell’argentino che da quest’anno spesso e volentieri inizia le sue serpentine centralmente. La miglior difesa è…l’organizzazione tra i reparti,sempre vicini tra loro,vicinanza che consente a Pique e Mascherano di risultare una coppia di centrali assolutamente affidabili. Lo Utd di Ferguson,un allenatore che all’alba dei settanta anni ha saputo reinventarsi e aggiornarsi di continuo presenta un altro tipo di calcio,con più sacrificio e fisicità ,ma ugualmente efficace. Solo un punto di riferimento in avanti,poi una schiera di giocatori che sanno palleggiare e cercare il goal inserendosi o tirando da fuori. Tra le sue fila peraltro aveva stelle come Vidici,Giggs e Rooney,che non sono bastati però a coprire due erroracci di Van der Sar sul goal di Pedro e soprattutto su quello di Messi. Ad ogni modo la finale va alla squadra migliore,una squadra con un’età media ancora relativamente bassa,destinata nei prossimi 5 anni a ripetere le imprese degli ultimi tempi.
Alessandro

